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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Denti inclusi: cosa sono e cosa fare in caso di inclusione dentale


Cos'è un dente incluso?


Un dente incluso è un elemento dentario che non riesce a emergere correttamente nell’arcata dentale e rimane parzialmente o completamente bloccato all’interno della gengiva o dell’osso mascellare. In condizioni normali, i denti permanenti seguono un percorso di eruzione ben definito; quando questo processo si arresta o devia, si parla di inclusione dentale.


L’inclusione può interessare qualsiasi dente, ma riguarda più frequentemente i denti del giudizio e i canini, soprattutto nell’arcata superiore. In alcuni casi, il dente tenta di erompere senza riuscire a superare completamente la gengiva; in altri rimane totalmente intrappolato nell’osso senza mai affiorare nel cavo orale. Questa condizione è piuttosto diffusa e può restare asintomatica per anni oppure favorire l’insorgenza di problemi locali.


Tipologia di dente inclusoDescrizione
Inclusione dei tessuti molliIl dente supera l'osso ma rimane coperto dalla gengiva
Inclusione ossea parzialeIl dente emerge solo in parte dall'osso, senza attraversare la gengiva
Inclusione ossea totaleIl dente rimane completamente intrappolato nell'osso mascellare


Numerosi studi scientifici confermano che l’inclusione dentale, in particolare dei terzi molari, rappresenta un fenomeno molto diffuso nella popolazione generale. Una recente revisione sistematica ha analizzato 98 studi per un totale di 183.828 soggetti provenienti da diverse aree geografiche.


I risultati mostrano che la prevalenza globale dei denti del giudizio inclusi è pari a 36,9% per soggetto e raggiunge il 46,4% se valutata per singolo dente, confermando come quasi una persona su tre presenti almeno un terzo molare incluso. Dal punto di vista geografico, l’incidenza risulta più elevata nei Paesi asiatici (oltre il 40%) e più contenuta in Europa, dove interessa circa un quarto della popolazione.


Secondo gli ortodontisti accreditati presso il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it, questi numeri riflettono fedelmente la pratica clinica quotidiana. Gli specialisti sottolineano come l’elevata incidenza dei denti inclusi, soprattutto dei terzi molari, renda fondamentale una diagnosi precoce, spesso già in età adolescenziale.


dente incluso


Quali sono i sintomi dell'inclusione dentale?


I sintomi di un dente incluso possono variare notevolmente da persona a persona. In alcuni casi l’inclusione resta silente per lungo tempo e viene scoperta solo durante controlli radiografici di routine. In altre situazioni, invece, il dente incluso può provocare disturbi intermittenti o persistenti, soprattutto quando si associa a infiammazione, infezione o pressione sui denti vicini. I segnali più comuni legati all’inclusione dentale sono:


  • Gengive arrossate, gonfie o dolenti nella zona interessata;
  • Sanguinamento gengivale localizzato;
  • Dolore mandibolare o sensazione di pressione a livello della mascella;
  • Gonfiore del viso o della regione mandibolare;
  • Difficoltà ad aprire completamente la bocca;
  • Alitosi persistente o sapore sgradevole in bocca, spesso associati a infezione;
  • Mal di testa di origine riflessa;
  • Linfonodi del collo ingrossati e dolenti.


La comparsa di uno o più di questi sintomi indica la necessità di una valutazione odontoiatrica approfondita. Un intervento tempestivo consente di prevenire l’evoluzione verso complicanze più serie e di definire il trattamento più appropriato in base alla posizione e allo stato del dente incluso.


Quali sono le cause?


L’inclusione dentale si verifica quando un dente non riesce a seguire il normale percorso di eruzione e rimane parzialmente o completamente bloccato nell’osso o nella gengiva. Questo fenomeno può interessare sia bambini sia adulti ed è spesso il risultato di un’alterazione dello spazio o della direzione di crescita del dente. Le cause più comuni dell’inclusione dentale sono:


  • Mancanza di spazio nell’arcata dentale: mascelle di dimensioni ridotte o discrepanze tra dimensione dei denti e spazio disponibile favoriscono il sovraffollamento;
  • Affollamento dentale: la presenza di denti troppo ravvicinati ostacola il normale processo di eruzione;
  • Ostacoli lungo il percorso di eruzione: denti adiacenti, tessuto osseo o gengivale possono bloccare la risalita del dente;
  • Direzione di crescita anomala: denti inclinati, ruotati o che crescono lateralmente rispetto all’asse corretto;
  • Denti soprannumerari: la presenza di elementi in eccesso riduce lo spazio disponibile per i denti permanenti;
  • Dimensioni ridotte della mandibola o del mascellare: condizione che si associa spesso a inclusioni dei canini o dei denti del giudizio.


Quali sono le possibili complicazioni?


Specie se non monitorato o non trattato adeguatamente, un dente incluso potrebbe favorire l’insorgenza di complicazioni locali e funzionali. Il rischio aumenta quando il dente esercita pressione sulle strutture vicine o crea aree difficili da pulire. Le principali complicazioni associate all’inclusione dentale sono:


  • Dolore e gonfiore che potrebbero irradiarsi anche ai denti vicini;
  • Infezioni gengivali e dentali (gengiviti, ascessi o pericoronite);
  • Carie e malattie parodontali;
  • Danni ai denti adiacenti (spostamenti, riassorbimenti radicolari o indebolimento dello smalto);
  • Alterazioni dell’occlusione;
  • Problemi dell’articolazione temporo-mandibolare;
  • Formazione di cisti, sacche fluide che si sviluppano nell’osso mascellare e possono causare perdita ossea;
  • Sviluppo, seppur molto raro, di formazioni tumorali benigne.


Come si diagnostica l'inclusione dentale?


La diagnosi di un dente incluso si basa su una valutazione clinica associata a esami radiologici mirati, spesso anche in assenza di sintomi evidenti. Il percorso diagnostico prevede generalmente:


  • Visita ortodontica, utile per individuare gonfiore, dolorabilità localizzata, alterazioni gengivali o denti mancanti in arcata;
  • Radiografia panoramica, che consente di visualizzare la posizione del dente incluso, il suo orientamento e i rapporti con le strutture adiacenti;
  • TC Cone Beam 3D, indicata nei casi più complessi o quando il dente si trova in prossimità di strutture anatomiche delicate, come il nervo mandibolare.


L’identificazione precoce dell’inclusione dentale risulta particolarmente importante nei pazienti più giovani, poiché con l’avanzare dell’età diminuiscono le possibilità di una eruzione spontanea, anche in presenza di spazio sufficiente nell’arcata.


Cosa fare in presenza di un dente incluso?


Il trattamento di un dente incluso dipende da diversi fattori, tra cui la presenza di sintomi, il tipo di dente coinvolto, l’età del paziente e il rischio di complicazioni future. Non tutti i denti inclusi richiedono un intervento immediato: in alcuni casi è sufficiente un monitoraggio costante, mentre in altri risulta necessario un approccio chirurgico o ortodontico mirato.


Dopo una corretta diagnosi clinica e radiografica, l’odontoiatra o il chirurgo orale valuta la strategia più appropriata, con l’obiettivo di prevenire danni ai denti adiacenti e mantenere la salute orale complessiva.


Opzione di trattamentoIndicazioni principali
Monitoraggio clinicoDenti inclusi asintomatici, stabili nel tempo e senza segni di infezione o danni ai denti adiacenti
Estrazione chirurgicaIn presenza di dolore, infezioni, carie, pericoronite o rischio di complicazioni
Estrazione del dente del giudizio inclusoTerzi molari parzialmente o completamente bloccati nell’osso
Esposizione chirurgica e trattamento ortodonticoCanini inclusi o denti strategici da recuperare funzionalmente ed esteticamente


estrazione dente incluso


Domande frequenti


Qual è la differenza tra un dente incluso e un dente ritenuto?


Un dente incluso rimane completamente o parzialmente bloccato nell’osso o nella gengiva e non riesce a erompere spontaneamente. Un dente ritenuto, invece, ha superato l’osso ma non è completamente fuoriuscito dalla gengiva o non ha raggiunto la corretta posizione in arcata.


Quanto dura l'estrazione di un dente incluso?


L’estrazione di un dente incluso dura in media 30–60 minuti, ma i tempi possono variare in base alla posizione del dente, al grado di inclusione e alla complessità dell’intervento.


Quanto impiega un canino incluso a scendere?


Il tempo necessario perché un canino incluso venga portato in arcata tramite trazione ortodontica varia generalmente da 6 a 18 mesi, in base alla posizione iniziale del dente, all’età del paziente e alla risposta biologica individuale.


Fonti e bibliografia


  • Pinto, A.C.; Francisco, H.; Marques, D.; Martins, J.N.R.; Caramês, J. Worldwide Prevalence and Demographic Predictors of Impacted Third Molars—Systematic Review with Meta-Analysis. J. Clin. Med. 2024, 13, 7533. doi.org/10.3390/jcm13247533.

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