- Cos'è la chirurgia ortognatica?
- In quali casi potrebbe essere necessaria?
- Come funziona la chirurgia ortognatica?
- Quali sono i vantaggi e quali i rischi della chirurgia ortognatica?
- Quali sono i tempi di recupero?
- Quanto costa un intervento di chirurgia ortognatica?
- Domande Frequenti
Cos'è la chirurgia ortognatica?
La chirurgia ortognatica è un intervento di chirurgia maxillo-facciale finalizzato a correggere le alterazioni strutturali delle ossa mascellari, quando mascella e mandibola risultano disallineate tra loro o non correttamente posizionate rispetto al resto del viso. Questo tipo di chirurgia consente di ristabilire un corretto rapporto tra le arcate dentarie, migliorando la funzione masticatoria, la fonazione e, in molti casi, anche l’equilibrio estetico del profilo facciale.
L’intervento rappresenta una soluzione indicata nei casi in cui il solo trattamento ortodontico non è sufficiente a risolvere il problema. Spesso, infatti, le malocclusioni di origine scheletrica richiedono un approccio combinato che prevede una fase ortodontica pre-operatoria, l’intervento chirurgico vero e proprio e un successivo periodo di rifinitura ortodontica. Il percorso complessivo si sviluppa generalmente nell’arco di due o tre anni ed è pianificato congiuntamente da ortodontista e chirurgo maxillo-facciale.
La chirurgia ortognatica viene eseguita preferibilmente al termine della crescita scheletrica, condizione necessaria per garantire risultati stabili nel tempo. Per questo motivo, l’età minima consigliata coincide di norma con la fine dell’adolescenza, anche se la valutazione finale dipende da fattori clinici individuali. Ecco una tabella che descrive le principali tipologie di procedure generalmente eseguite nell'ambito della chirurgia ortognatica.
| Tipologia di chirurgia ortognatica | Descrizione |
| Osteotomia mascellare (chirurgia del mascellare superiore) | Corregge una mascella superiore troppo avanzata, arretrata o asimmetrica |
| Osteotomia mandibolare (chirurgia della mandibola) | Indica il riposizionamento della mandibola in caso di eccessiva protrusione o retrusione |
| Chirurgia bimaxillare | Intervento combinato su mascella e mandibola quando il disallineamento coinvolge entrambe le arcate |

In quali casi potrebbe essere necessaria?
La chirurgia ortognatica trova indicazione quando le alterazioni delle ossa mascellari compromettono in modo significativo la funzione orale, la salute generale o l’armonia del volto. In molti pazienti il problema non riguarda solo l’allineamento dei denti, ma la posizione stessa di mascella e mandibola, una condizione che l’ortodonzia da sola non riesce a correggere in modo efficace e stabile. Di seguito le principali condizioni trattate dalla chirurgia ortognatica:
- Malocclusioni scheletriche: morso aperto, morso inverso, overbite, overjet e morso crociato legati a un disallineamento delle ossa mascellari;
- Mascella o mandibola troppo avanzate o arretrate: prognatismo, retrognazia o iposviluppo di una delle due arcate;
- Asimmetrie facciali evidenti: deviazioni del mento o del profilo che alterano l’equilibrio del volto;
- Difficoltà masticatorie e di deglutizione: problemi funzionali che rendono complesso mordere, masticare o ingerire correttamente il cibo;
- Disturbi del linguaggio: alterazioni della pronuncia legate a un errato rapporto tra denti e mascelle;
- Dolore e disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare: sintomi persistenti associati a un’alterata biomeccanica mandibolare;
- Usura anomala o frattura dei denti: sovraccarichi masticatori causati da un morso non corretto;
- Difficoltà nella chiusura delle labbra: incapacità di mantenere una chiusura labiale naturale e rilassata;
- Apnea ostruttiva del sonno: riduzione dello spazio delle vie aeree legata alla posizione delle mascelle;
- Esiti di traumi facciali: fratture o lesioni che richiedono una ricostruzione delle strutture ossee;
- Malformazioni congenite e sindromi cranio-facciali: labiopalatoschisi e altre condizioni genetiche che alterano lo sviluppo delle mascelle
La chirurgia diventa necessaria quando questi disturbi incidono sulla qualità della vita del paziente e non risultano risolvibili con trattamenti conservativi. In particolare, la presenza di sintomi funzionali, respiratori o di dolore cronico rappresenta uno dei principali criteri clinici che orientano verso l’intervento. La valutazione avviene sempre attraverso un approccio multidisciplinare, nel quale ortodontista e chirurgo maxillo-facciale analizzano la crescita scheletrica, la gravità del disallineamento e gli obiettivi terapeutici a lungo termine.
Come funziona la chirurgia ortognatica?
La chirurgia ortognatica è il risultato di un percorso terapeutico strutturato che si articola in tre fasi principali:
- Preparazione pre-operatoria;
- Intervento chirurgico;
- Recupero post-operatorio.
Preparazione all’intervento
Prima dell’operazione, il paziente segue quasi sempre un trattamento ortodontico con apparecchio fisso, finalizzato ad allineare i denti e posizionarli correttamente sulle rispettive arcate. Questa fase dura in media tra 12 e 18 mesi.
Ortodontista e chirurgo maxillo-facciale lavorano in stretta collaborazione per pianificare l’intervento. La programmazione si basa su esami radiografici, fotografie cliniche, modelli dentali e, sempre più spesso, su tecnologie digitali avanzate come la TAC tridimensionale e la pianificazione chirurgica virtuale. Questi strumenti permettono di simulare il risultato finale, definire con precisione gli spostamenti ossei e realizzare guide chirurgiche personalizzate e placche in titanio tramite stampa 3D.
Come si svolge l’intervento chirurgico
L’intervento di chirurgia ortognatica viene eseguito in anestesia generale da un chirurgo maxillo-facciale, in ambiente ospedaliero. La durata varia generalmente da una a quattro ore, in base alla complessità del caso e al numero di ossa coinvolte.
Nella maggior parte dei casi, le incisioni vengono effettuate all’interno della bocca, così da evitare cicatrici visibili sul volto. Il chirurgo pratica delle sezioni controllate delle ossa mascellari e riposiziona mascella, mandibola o entrambe. Una volta ottenuto l’allineamento corretto, le ossa vengono stabilizzate mediante placche e viti in titanio biocompatibile, progettate per integrarsi progressivamente con l’osso.
In alcune situazioni, allo scopo di migliorare la stabilità e l’estetica del risultato, è necessario rimodellare l’osso o ricorrere a innesti ossei, prelevati dal paziente o ottenuti da materiali biocompatibili.
Cosa accade dopo l’intervento
Dopo l’operazione, il paziente rimane in osservazione in ospedale per uno o più giorni, a seconda del tipo di intervento eseguito. Nelle settimane successive è normale avvertire:
- Gonfiore;
- Lividi;
- Senso di tensione mandibolare;
- Congestione nasale.
Si tratta, in ogni caso, di sintomi che tendono a ridursi progressivamente.
La fase iniziale di guarigione ossea richiede circa sei settimane, durante le quali è necessario:
- Seguire una dieta liquida o morbida;
- Mantenere un’accurata igiene orale;
- Limitare gli sforzi fisici.
Il ritorno alle normali attività quotidiane avviene in genere entro tre o quattro settimane.
Una volta consolidata la guarigione iniziale, l’ortodontista riprende il trattamento per rifinire l’occlusione e stabilizzare il risultato finale. Al termine dell’intero percorso, che può durare complessivamente alcuni anni, l’apparecchio viene rimosso e sostituito da un dispositivo di contenzione per mantenere l’allineamento ottenuto.
Quali sono i vantaggi e quali i rischi della chirurgia ortognatica?
La chirurgia ortognatica rappresenta un trattamento altamente specialistico che permette di correggere alterazioni scheletriche delle mascelle non risolvibili con terapie conservative. Nel complesso, essa mostra un elevato tasso di successo clinico e la maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento concreto della qualità della vita. Nonostante questo, ci sono alcuni rischi che è necessario conoscere e valutare attentamente sin dalla fase di pianificazione dell'intervento.
| Vantaggi | Rischi |
| Correzione definitiva delle malocclusioni di origine scheletrica | Rischio di sanguinamento e infezioni post-operatorie |
| Miglioramento della masticazione, della deglutizione e della fonazione | Possibili reazioni all’anestesia generale |
| Riduzione dell’usura dentale e maggiore stabilità del morso nel tempo | Dolore, gonfiore e limitazione temporanea dell’apertura della bocca |
| Miglioramento della respirazione notturna nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno | Alterazioni della sensibilità, a causa del coinvolgimento dei nervi mandibolari o labiali |
| Alleviamento di disturbi funzionali dell’articolazione temporo-mandibolare | Disagi sull'alimentazione durante il periodo di guarigione |
| Migliore armonia del profilo facciale e dell’equilibrio estetico | Raro rischio di recidiva con ritorno parziale alla condizione iniziale |
| Aumento della durata e della salute dei denti nel lungo periodo | Possibile necessità di ulteriori interventi correttivi |
Quali sono i tempi di recupero?
I tempi di recupero dopo un intervento di chirurgia ortognatica variano in base alla complessità dell’operazione e alle caratteristiche individuali del paziente, ma seguono generalmente un decorso ben definito. La fase iniziale di guarigione dell’osso mascellare richiede circa sei settimane, periodo durante il quale gonfiore, rigidità mandibolare e fastidi funzionali tendono a ridursi progressivamente.
Nei primi giorni è consigliato il riposo, mentre già dopo una o due settimane, previo parere medico, è possibile riprendere attività leggere come brevi passeggiate. Il ritorno al lavoro (compatibilmente con il tipo di attività svolta) o a scuola avviene in genere entro 3–4 settimane.
La guarigione completa delle strutture ossee prosegue nei mesi successivi e può richiedere fino a 12 mesi. Durante questo periodo è importante non saltare le visite di controllo, rispettare le indicazioni alimentari e non interrompere il trattamento ortodontico, in maniera tale da consolidare il risultato funzionale ed estetico ottenuto con l’intervento.
Quanto costa un intervento di chirurgia ortognatica?
Il costo della chirurgia ortognatica può variare in modo significativo in base al tipo di intervento e alle risorse necessarie per eseguirlo. Uno studio scientifico ha analizzato i costi ospedalieri degli interventi di chirurgia ortognatica. L’analisi ha evidenziato che:
- Un intervento di chirurgia bimaxillare comporta un costo medio complessivo di circa 7.500 euro;
- Una osteotomia mascellare presenta costi medi intorno ai 4.000 euro;
- Una osteotomia mandibolare si colloca su valori simili, poco superiori ai 4.000 euro.
Lo studio ha, inoltre, posto l'accento sul fatto che gli interventi più complessi, che coinvolgono entrambe le arcate, richiedano risorse chirurgiche, tempi operatori e degenze maggiori rispetto alle procedure che coinvolgono una sola mascella. Secondo gli ortodontisti accreditati presso EccellenzaMedica.it, i valori riportati dallo studio sono in linea con la pratica clinica attuale. Gli specialisti sottolineano però che il costo finale per il paziente può variare in funzione di diverse variabili determinanti, tra cui:
- Complessità del disallineamento scheletrico;
- Numero di mascelle coinvolte;
- Durata e articolazione del percorso ortodontico pre e post-operatorio;
- Tecnologie utilizzate per la pianificazione chirurgica;
- Tempi di degenza e assistenza post-intervento;
- Struttura (pubblica o privata) in cui viene eseguito l'intervento.
Per questo motivo, il preventivo per una chirurgia ortognatica deve sempre basarsi su una valutazione personalizzata, costruita su misura del quadro clinico e degli obiettivi terapeutici del paziente.

Domande frequenti
Cosa aspettarsi da un intervento di chirurgia ortognatica?
L’intervento permette di migliorare la funzione masticatoria, la respirazione, la fonazione e l’equilibrio del volto. Nella maggior parte dei casi si osserva anche un aumento della soddisfazione personale e della qualità della vita, grazie a un morso più stabile e a un profilo facciale più armonico.
Chi sono i pazienti ideali per la chirurgia ortognatica?
I candidati ideali sono pazienti con disallineamenti scheletrici delle mascelle che causano difficoltà funzionali, dolore mandibolare, problemi respiratori o usura dentale eccessiva, non risolvibili con la sola ortodonzia. L’intervento viene valutato dopo il completamento della crescita ossea.
Chi è lo specialista che esegue interventi di chirurgia ortognatica?
La chirurgia ortognatica viene eseguita da un chirurgo maxillo-facciale, all’interno di un percorso multidisciplinare pianificato insieme all’ortodontista, il quale segue le fasi pre e post-operatorie del trattamento.
Fonti e bibliografia
- Tewfik, Karim et al. “Adequacy of the Italian National Tariff for Orthognathic Surgery: A Cost Analysis Using the Activity Based Costing (ABC) Method.” The Journal of craniofacial surgery vol. 32,3 (2021): 840-843. doi:10.1097/SCS.0000000000006962.

